“Il ratto di Europa” a Mercogliano (AV)

Ieri, 11 marzo 2017, sono stato a Mercogliano (AV) per introdurre uno spettacolo teatrale, intitolato “La montagna incantata“. Tempo fa ho collaborato con Elena Spiniello, fornendole una consulenza per la sceneggiatura. Tra i protagonisti del racconto figura il vaso di Assteas, ormai abituato al ruolo della primadonna: oggetto di una leggenda, il cratere si presta per una ricerca dagli esiti particolari… Questo spettacolo, recitato in dialetto locale, risulta frizzante, spesso comico, sicuramente piacevole.

Ho introdotto entrambe le  rappresentazioni con un breve discorso sul cratere, e sull’importanza del nostro patrimonio archeologico, ogni giorno più povero grazie al lavoro costante dei tombaroli. Di certo non mi aspetto di fare miracoli con poche parole, ma mi piace l’idea di poter instillare una goccia di curiosità nei bambini riguardo queste tematiche.

Ringrazio Maddalena Morcone per le foto. 

La copertina de “Il Ratto di Europa. Storia del vaso di Assteas”

Ecco a voi la copertina e la quarta.

Fronte Copertina Assteas MEDIO

Un oggetto può essere il protagonista di un romanzo?
Sì, se porta con sé delle storie straordinarie.
E se poi ha viaggiato come un novello Ulisse, tanto meglio.

In principio era l’argilla. Polvere grigiastra e niente più. Poi è arrivata l’acqua, e con l’acqua il fuoco. Quindi le mani esperte di Assteas, maestro della ceramica pestana. E così, della semplice argilla è diventata un bellissimo cratere, uno di quei vasi che, in tempi antichi, venivano utilizzati per mescere il vino con l’acqua e le spezie. Un oggetto da sfoggiare in occasione del simposio. Uno status symbol.

In queste pagine seguiremo il percorso del cratere di Assteas, dal IV secolo a.C. ai giorni nostri. Saremo sulla spiaggia di Tiro, in Libano, quando Zeus rapirà la principessa Europa. A Paestum, nella bottega del maestro Assteas, al momento della creazione. Poi a Saticula, nel territorio dei Caudini, quando il vaso sarà utilizzato e sepolto. Ventitré secoli dopo, assisteremo al ritrovamento del cratere, per mano di un uomo ignorante e disonesto, e ai passaggi di mano che seguiranno alla sua vendita. Saremo con i Carabinieri durante le indagini, e scopriremo in che modo riusciranno a riportare a casa questa bellissima opera d’arte. Infine, prenderemo parte al nuovo viaggio del cratere, tra musei e mostre: Roma, Montesarchio, Napoli, Paestum, Parigi, Sant’Agata de’ Goti, di nuovo Montesarchio, Milano…
Perché una cosa è certa: il toro bianco non si ferma mai.

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Un romanzo sul vaso di Assteas

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Il vaso di Assteas sarà il protagonista del mio prossimo libro, in uscita a dicembre 2015.

Il titolo è “Il ratto di Europa. Storia del vaso di Assteas”.

In sostanza si tratta di un romanzo storico/poliziesco, diviso in due parti ben distinte: una ambientata nel IV secolo a.C., l’altra nel ‘900 e nei primi 15 anni del 2000.

Entrambe le parti sono il frutto di mesi di ricerca: ho avuto il piacere di collaborare con storici, archeologi, sovrintendenti, Carabinieri e più in generale addetti ai lavori.

Dopo un capitolo iniziale dedicato alla mostra nella Torre di Montesarchio, la narrazione procederà in flashback, permettendo ai lettori di vivere le vicende di questo bellissimo cratere dal principio fino ai giorni nostri.

Si parlerà del mito rappresentato, della creazione del vaso, del suo utilizzo durante un simposio, della sepoltura che ha permesso di farlo giungere intatto fino ai giorni nostri.
Seguiranno poi le vicende avventurose del ritrovamento, della vendita clandestina e dell’arrivo in America.
Infine, saranno raccontate le lunghe e complesse operazioni di recupero svolte dai Carabinieri del Reparto Tutela Patrimonio Culturale.

La parte storica sarà arricchita da illustrazioni al tratto, raffiguranti vasellame e alcuni passaggi fondamentali del romanzo.

Non resta che attendere ancora un po’.