Homo Scrivens, Dicembre 2015.
160 pagine, illustrazioni in bianco e nero.
Prezzo base: 13 €.
Alle presentazioni: 10 €.
Su Amazon e Ibs: 11 €.

Capitolo IV gratis!

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Quarta di copertina

Un oggetto può essere il protagonista di un romanzo?
Sì, se porta con sé delle storie straordinarie.
E se poi ha viaggiato come un novello Ulisse, tanto meglio.

In principio era l’argilla. Polvere grigiastra e niente più. Poi è arrivata l’acqua, e con l’acqua il fuoco. Quindi le mani esperte di Assteas, maestro della ceramica pestana. E così, della semplice argilla è diventata un bellissimo cratere, uno di quei vasi che, in tempi antichi, venivano utilizzati per mescere il vino con l’acqua e le spezie. Un oggetto da sfoggiare in occasione del simposio. Uno status symbol.

In queste pagine seguiremo il percorso del cratere di Assteas, dal IV secolo a.C. ai giorni nostri. Saremo sulla spiaggia di Tiro, in Libano, quando Zeus rapirà la principessa Europa. A Paestum, nella bottega del maestro Assteas, al momento della creazione. Poi a Saticula, nel territorio dei Caudini, quando il vaso sarà utilizzato e sepolto. Ventitré secoli dopo, assisteremo al ritrovamento del cratere, per mano di un uomo ignorante e disonesto, e ai passaggi di mano che seguiranno alla sua vendita. Saremo con i Carabinieri durante le indagini, e scopriremo in che modo riusciranno a riportare a casa questa bellissima opera d’arte. Infine, prenderemo parte al nuovo viaggio del cratere, tra musei e mostre: Roma, Montesarchio, Napoli, Paestum, Parigi, Sant’Agata de’ Goti, di nuovo Montesarchio, Milano…
Perché una cosa è certa: il toro bianco non si ferma mai.