Italia, paese mafioso?

Noi italiani siamo d’accordo su poche cose. Siamo maestri delle divisioni interne. Ma su un luogo comune sembriamo concordare: l’Italia è il paese più mafioso che ci sia.
Certo, è chiaro che se ci paragoniamo alla Nigeria ne usciamo meglio, ma di fatto, all’interno del cosiddetto Primo mondo, saremmo noi i peggio messi in fatto di criminalità organizzata. Giusto?

Sbagliato.

Adesso vi racconto una storia. Vera, attenzione.

C’è un mafioso che per lavoro fa il mafioso. Nel senso che è esplicita la cosa. Non ha attività di copertura, pur guadagnando anche da attività lecite.
Il suo boss ha un bigliettino da visita, con su scritta l’attività professionale.
Il suo clan ha un ufficio.
Che non ha insegne false, non è la Genco Olive Oil Company di Don Vito Corleone.
È un ufficio che riporta ben visibile il simbolo del clan. Il nostro mafioso lo porta sul petto, sotto forma di spilla, e lo ostenta quando serve. Ma non è che poi serva spesso. In questo paese la criminalità organizzata è ben vista. Il reato di associazione mafiosa non esiste. La polizia ha delle liste con i nomi dei dipendenti dei clan criminali, ma di certo non può arrestarli per la sola appartenenza agli stessi.
D’altra parte, che paradosso sarebbe arrestare qualcuno solo perché fa parte di una organizzazione criminale?
In questo paese i collaboratori di giustizia non hanno protezione.
Le cimici non si usano.
Il clan ha un giornale suo e anche un sito internet, in alcuni casi, dove mette in evidenza le opere di beneficenza fatte. Quando ci sono catastrofi naturali, per esempio, i criminali appartenenti a questi clan arrivano prima dello Stato e prestano un servizio migliore. Mettono a disposizione uomini e mezzi, inclusi gli elicotteri. Anche per questo, la popolazione vede di buon occhio il crimine organizzato. Idem i politici di estrema destra. C’è chi dice che un terzo del parlamento sia nelle loro mani.
E quando si parla di infiltrazioni economiche, non è come da noi, in Italia, dove i criminali escogitano sistemi e usano uomini-fantoccio per fare i loro affari. No. In questo paese i mafiosi comprano una quota di azioni che gli consente di sedere in consiglio di amministrazione, e là, apertamente, minacciano chi non fa quel che gli si dice. E non vengono denunciati.
In questo paese i criminali si vestono in un certo modo, si fanno notare per i comportamenti, per il modo di camminare. In questo paese l’appartenenza al crimine è ostentata, senza ripercussioni.

Questo paese appartiene al primo mondo, ha un reddito pro capite più alto del nostro.
Stando a Wikipedia, nel 2012 in Italia questo era pari a 33.915 $, mentre nell’altro paese, 46.707 $.
Anche il PIL è più alto. 5.960.269 milioni di USD (dollari americani) contro i nostri 2.029.813.
Loro sono al terzo posto, noi all’ottavo.
Insomma, è un paese più avanzato, ma anche molto più mafioso, del nostro.

Sto parlando del Giappone, e della Yakuza.

Yakuza
Le mie fonti sono costituite da questi articoli
, provenienti da giornali più che attendibili:

La mafia? In Giappone è peggio – L’Espresso.

Giappone, un clan di Yakuza distribuisce una newsletter per gli affiliati – Il Fatto quotidiano.

Giappone, la yakuza perde affiliati e tenta di recuperarli con un sito web – Il Fatto quotidiano.

Qui potete trovare un po’ di foto (inclusa quella che ho inserito poco sopra):

Impero Yakuza, le foto di Anton Kusters – L’Espresso.

Queste cose, così come le conosco io, le potrebbero conoscere tutti, tramite una semplice ricerca su Google. Ma scommetto quello che volete che, molte persone, queste cose non le sanno.
Però, poi si lamentano del fatto che siamo il paese più mafioso del mondo, che facciamo schifo, che è una situazione unica al mondo, che ci dobbiamo vergognare…

Il nostro vero problema è questa gente. Altro che. Senza sminuire i danni fatti dal crimine organizzato in tutta Italia.
Perché questa gente non ragiona. E senza ragionamento, senza logica, senza informazione, non si va da nessuna parte, anche nell’ambito della lotta alla mafia.

Saranno i tuttologi di Facebook a rovinarci.

Italia, paese mafioso? Sì. Ma non è il peggiore. Di certo non siamo in diritto di auto-assolverci per questo, ma forse sarebbe il caso di smetterla di lamentarsi e di esagerare.

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