Intervista allo stronzologo Amleto de Silva

amlo
AT: Sior stronzologo buonsalve, se le aggrada procederei con delle domande.

AdS: Vadi vadi.

AT: Com’è stato scrivere un libro di questo tipo? Prima di Stronzology hai mai scritto qualche altro saggio/trattato? Potremmo dire che è un po’ come se fosse un unico lungo post del blog, o è un po’ celardiana (ingenuotta, nda) come idea?

AdS: In realtà il blog è una cosa troppo mia. È lo spazio dove scrivo serenamente cazzo seicentomila volte di fila, dove scremo i cretini. Li tengo volutamente lontani, non voglio che leggano le mie cose; quelli dove arrivano rovinano tutto e io non ce li voglio tra i miei lettori, nemmeno aggratis.

AT: Stronzology è nato sul tuo blog, ma ci sono solo due post al riguardo. Come mai hai interrotto la pubblicazione? Avevi già pensato di scriverci un libro o avevi accantonato questo tour nella stronzaggine umana, in vista di altre strabilianti avventure (sono sempre strabilianti, per definizione)?

AdS: È vero che l’idea parte dal blog. Poi un giorno mi chiama Alessandra Minervini di LiberAria e mi propone di farne un libro. Ho detto subito di sì. Dopo due romanzi lunghi sentivo il bisogno di scrivere un saggio, e anzi ti anticipo che sarà un saggio anche il prossimo.

AT: Citeresti un personaggio noto in grado di rappresentare al meglio lo Stronzo?
Per evitare il femminicidio (inteso come termine: il problema ce l’ho con la parola, ci mancherebbe) metterei anche una personaggia, perché diciamolo: anche le donne possono fare lo stronzo. Basta con questi maschilismi.
Possono essere sia personaggi storici sia personaggi in vita, reali o fittizzi non conta, basta che li conoscano in molti.

AdS: Mah, che dire. Nominare una o più persone è anche riduttivo. Le persone hanno dei limiti, la stronzarìa invece no, ed è quella che sta prevalendo. Adesso conta solo il fine, non più il mezzo: contano i soldi, non come li fai. Quello che ha scritto “La vita agra” conta anche meno di quella che ha scritto una cacatella per femmine, perché il fine è numericamente inferiore. Questa è la vera stronzaggine: è una categoria dello spirito cui tutti vogliono aderire, anche quelli cui non conviene affatto.

romanzi amlo

I due romanzi precedenti.

 

 

AT: E per i cretini? Ce l’hai una coppia magica (ricordati le quote rosa)? O dobbiamo aspettare l’uscita di Cretinology?

AdS: Anche qui, uguale. Ne vediamo a milioni, ma ci rifiutiamo di riconoscerli. È come coi pedofili: tu magari, personalmente, scopri che uno ha una qualche qualità, che so, è un appassionato cinefilo. E invece dobbiamo essere capaci di fare di tutta l’erba un fascio. Se cominciamo a personalizzare vincono loro. E non devono vincere, questi.

AT: Hai voglia di dire qualcosa sulle cinque leggi degli stronzi o il volgo immondo deve accattarsi “l’agile volumetto” per giungere alla conoscenza, all’illuminazione?

AdS: No, non aggiungo niente. Il libro costa poco e un sacco di gente si è fatto il culo per produrlo, e mi sembra giusto comprarlo. Tanto più che chi lo compra sa perfettamente chi sono e cosa e come scrivo. Non mi nascondo, non mi atteggio e non mi acconcio la bocca. Però sono facoltativo, quindi.

AT: Hai citato diverse storie famose in questo libro: Sherlock Holmes, la Battaglia delle Termopili (e quindi 300, OHIBO’, AHIME’, ma sei stato costretto, lo so), i film di Charles Bronson e Bronx, con il “metodo Palminteri”.
Secondo te Bronx è o no un film un po’ sottovalutato?
Secondo me è offre un punto di vista diverso sul tema – sicuramente abusato – della Mafia in America e specie a New York City. I mobsters visti, conosciuti e vissuti da un ragazzo perbene che resta tale.
A pensarci bene anche Mean Street l’ha fatto, per certi versi, ma è un po’ una palla quel film.

AdS: Prima di tutto, io amo molto Frank Miller, e che sia andato in mano ai sciemi non cancella le belle ore che ho passato per merito del suo lavoro. Mean streets è girato con due lire in un momento particolare, va contestualizzato. Io lo vidi in un cinema d’essai appena uscito (che in Italia significava un paio d’anni dopo) e ti assicuro che per noi ragazzi fu uno schiaffo in faccia. Per quanto riguarda Bronx, soffre un po’ l’adattamento al grande schermo. È stato pensato per il palcoscenico e si vede. Però resta un gran film. I mobsters sono una grande forma d’ispirazione e gli unici portatori sani di etica.

AT: Sior stronzologo, questo è tutto. Se le aggrada dirci altro, ha spazio libero.

AdS: Compratevi Stronzology. Se non lo vedete in vetrina, cercatelo in libreria. Se non lo vedete, chiedetelo. Se non ce l’hanno, ordinatelo. Ricordatevi che i librai sono come i salumieri, che ti mettono sempre davanti agli occhi la robaccia di cui si vogliono disfare, e si accovano la roba buona per amici e parenti. Siate parenti, perdìo.

 

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