Saggio: Tony Montana, un modello negativo. Parte 1. (Scarface – Brian De Palma)

INTRODUZIONE E TRAMA
Attenzione: spoiler a manetta.

INTRODUZIONE

Scarface - poster

Scarface è un film conosciuto da tutti, anche solo per sentito dire. Ha incassato 41 milioni di dollari e a 30 anni dalla sua uscita (1983) continua a essere un’icona. Tony Montana è stato ed è un idolo per molti ragazzini o per mafiosi vanagloriosi. Walter Schiavone, capo dei Casalesi, fece costruire una villa come la sua. Nel covo di alcuni spacciatori di Forcella fu ritrovato un busto del boss cubano, e via discorrendo.
Le sue frasi più celebri, come “il mondo è tuo, e puoi prendertelo”, “Io dico sempre la verità, anche quando dico bugie”, “In questo paese prima devi fare la grana, quando hai la grana allora hai il potere, e quando hai il potere allora hai pure le donne!”, “Per me due cose contano a questo mondo: le palle e la mia parola e le ho sempre onorate tutte e due…” sono state citate migliaia di volte.

Insomma, senza tirarla per le lunghe, Tony Montana è una figura presente nell’immaginario collettivo, un simbolo.

E allora perché dico che non è stato compreso fino in fondo? Perché tutte queste cose – la villa, le frasi, le scene violente – sono solo la buccia di un frutto ben più complesso. Purtroppo, la maggior parte delle persone, con Scarface, o si ferma alla buccia o non va alla polpa perché disgustata dal primo impatto, e quindi lascia perdere il frutto nella sua interezza.

Questo saggio è una guida alla polpa di Scarface.
Se non vi interessa andare oltre le frasi da bullo, le pallottole, la villa e tutto il resto, chiudetelo. Non lo avete nemmeno pagato, niente vi obbliga a continuare.
Agli altri dico: benvenuti. E buona lettura!

LA TRAMA

Scarface - SparatoriaPer prima cosa, è bene ripassare la trama, anche solo velocemente.

Tony Montana è un piccolo delinquente cubano che sogna il riscatto da una vita tutt’altro che facile. La sua occasione si presenta quando Frank Lopez, divenuto uno dei signori della cocaina a Miami, gli chiede di uccidere Emilio Rebenga, un politico che gli si era messo contro. Tony esegue quanto richiesto insieme all’amico Manolo – detto Manny – e per i due si aprono le porte degli Stati Uniti, la terra delle opportunità.

Montana però non si accontenta di cucinare in un capanno per strada: vuole tutto, e lo vuole subito. Inizia così la sua ascesa nel mondo della criminalità organizzata. Parte come scagnozzo di Lopez, poi diventa suo luogotenente e uomo fidato, al punto da divenire intermediario tra il boss e Alejandro Sosa, produttore di cocaina sudamericano. Quando i rapporti tra boss e braccio destro si incrinano definitivamente, a causa della corte fatta da Tony a Elvira, la moglie di Frank, questi gli manda due sicari. Ma il nostro sopravvive e lo fa uccidere da Manny.

Diventa così il boss, il “numero uno” come ama definirsi.
Ma è da questo punto che sorgono i problemi: Tony siede sul gradino più alto della piramide, eppure non è soddisfatto. Non sarà mai soddisfatto. Non ci sono soldi, donne, potere e cocaina che tengano di fronte alla sua profonda infelicità.
In più, come imparerà a sue spese, non c’è ascesa senza declino.

In breve, Tony verrà mollato da Elvira, rinnegato dalla madre, ucciderà Manny, causerà la morte della sorella Gina, perderà la lucidità mentale e infine la vita.

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