Saggio: Budd, un personaggio tragico. Parte 1. (Kill Bill – Quentin Tarantino)

PUNTO 1°:
BUDD NELL’UNIVERSO TARANTINIANO: CONFRONTO CON GLI ALTRI PERSONAGGI.

Attenzione: spoiler a manetta

BUDDIn genere, quando si parla di Tarantino, i primi elementi su cui ci si focalizza sono la violenza delle sue storie, i dialoghi ironici, pungenti e sopra le righe, lo stile d’impatto e la capacità di tenere lo spettatore incollato allo schermo. Ma soprattutto, nell’immaginario collettivo, Tarantino è cool. Fico, pop, alla moda.
Quindi, se si parla dei personaggi di Tarantino, viene naturale pensare alla stupenda coppia di killer composta da Jackson e Travolta, alias Jules e Vincent; o alla Sposa, temibile donna guerriera protagonista di Kill Bill. Viene spontaneo pensare a loro perché, oltre ad essere riuscitissimi, sono personaggi che centrano a pieno l’immagine di personaggio cool tarantiniano, che parla per battute pungenti, sarcastiche oppure memorabili, non esita a esercitare la violenza e alla fine esce vittorioso da ogni conflitto.
Questo, secondo me, è uno dei motivi per cui un film come Jackie Brown, al di la dei gusti, non ha riscosso lo stesso successo di altri film del Maestro. Jackie Brown è un personaggio malinconico, realistico, una donna comune con problemi comuni, che gioca la sua partita pericolosa e la vince.
Insomma: JB non va incontro all’idea generale del personaggio tarantiniano, perché è un po’ sfigata, nel senso che non è cool. Il grande pubblico, insomma, in Tarantino cerca quel tipo di personaggi.
Attenzione: non voglio fare lo snob, e non sto dicendo di non aver amato i personaggi di cui sopra. Per me, che ho visto Pulp Fiction per la prima volta a undici anni, Jules e Vincent restano dei punti fermi, delle icone intoccabili nel mio immaginario di spettatore.
Ciò che voglio dire è che, mentre Jules, Vincent, la Sposa, Aldo Raine e gli altri personaggi vincenti di Tarantino hanno riscosso il successo meritato, i personaggi perdenti del regista americano sono passati, a mio parere, un po’ in secondo piano, ingiustamente relegati a personaggi minori, o peggio, meno riusciti.
Tra tutti i personaggi perdenti dell’universo tarantiniano, spicca per intensità Budd, fratello “cowboy” di Bill, oltre che tema di questo saggio.

Confrontiamo Budd con diversi personaggi creati dal regista di Knoxville.

beatrixBudd e la Sposa:
Paragone che viene spontaneo fare. Indubbiamente, entrambi i personaggi sanno il fatto loro. Ex killer professionisti, estremamente abili nell’uccidere, freddi (molto più di Elle Driver, per esempio) e capaci di pianificare con cura i loro attacchi.
Eppure, mentre la Sposa appare agli occhi dello spettatore come una donna che persegue una “giusta” (dal suo punto di vista) causa, ovvero la vendetta, Budd appare come uno sfigato che può morire senza troppi problemi, un intralcio insignificante nel percorso che separa la nostra eroina da Bill.
Quando abbiamo visto per la prima volta la Sposa attaccare Budd sfondando la porta del suo camper, chi di noi non si è aspettato che lo facesse a fettine o che lo torturasse senza troppi problemi?
Io mi aspettavo una morte repentina e un po’ insipida come quella della killer nera, Vernita Green; oppure un interrogatorio crudele in stile Sophie Fatale. E invece no.
L’alcolizzato, il perdente, lo sconfitto, il relitto umano Budd, sarà l’unico a mettere in seria difficoltà la Sposa.
Se Budd avesse voluto uccidere la Sposa avrebbe potuto farlo senza problemi, in primis caricando la doppietta con un paio di cartucce standard, piuttosto che usando del sale grosso per farla soffrire. Perché Budd vuole solo far soffrire la Sposa. Non ha voluto ucciderla, mai. Ne sono convinto. Ma di questo ne parleremo meglio dopo.

In definitiva, quindi, pur trovandoci davanti a due killer estremamente abili e freddi, appare evidente la differenza tra i due: la Sposa ha il fascino di uno Tsunami che travolge tutto durante il suo passaggio, procedendo dritto verso la meta. Budd, al contrario, ha quello malinconico dell’uomo sconfitto dalla vita, consapevole del proprio destino e delle proprie colpe. Un tipo di fascino che, per essere apprezzato, necessita di uno spettatore un po’ più sottile di chi apprezza, in Kill Bill, solo la carneficina di membri della Yakuza in mascherina.

Vincent_and_JulesBudd e Jules/Vincent:
Ci troviamo davanti a dei personaggi quasi diametralmente opposti. Malinconico il primo, divertenti gli altri due. Assassino eccellente lui, killer tutt’altro che impeccabili loro (chiedete a Marvin…). Perdente lui, vincenti loro. Ora, qui voglio fare un inciso. Il fatto che Vincent muoia non conta niente. Se Tarantino avesse montato Pulp Fiction in ordine cronologico, avremmo avuto come unico vincente Butch, pugile che frega i soldi a un boss, ammazza un sicario eroinomane, fa a pezzi dei pervertiti sadici stupratori e scappa via con la sua ragazza a bordo di un chopper, come un moderno cavaliere che va incontro alla sua favola personale a base di vissero tutti felici e contenti.
Ma Tarantino non vuole che a noi resti questa immagine in mente, come conclusione delle storie che compongono Pulp Fiction. Tarantino vuole che Pulp Fiction si chiuda così come si è aperto, in modo cool. Dei tizi fanno una rapina in un modo assurdo e divertente, ma trovano due uomini che li sottomettono e li shockano in modo altrettanto assurdo e divertente. Un discorso geometrico, volto a far emergere il lato divertente del film a discapito di quello drammatico, “morale”. Tarantino non vuole mai fare moralismo, ma essendo un uomo intelligente, forse più della media, ha una sua visione morale, o comunque dei contenuti “filosofici” molto forti. Tende sempre però a metterli in un angolo, per fare in modo da non intaccare la carica pop del film, ben sapendo che lo spettatore più profondo e smaliziato fa attenzione anche al minimo particolare. Insomma, Tarantino riesce, in questo modo, ad accontentare diversi tipi di spettatore, dal più superficiale al più riflessivo.

Il fatto che Jules decida di fare l’asceta, poi, non regge minimamente il confronto con lo spessore tragico di Budd. Per quello che Tarantino ci mostra, il proposito di Jules potrebbe anche essere naufragato. Noi sappiamo solo che consegnerà la valigetta a Marcellus Wallace e che gli dirà che vuole uscire dal giro. Quello che succederà dopo non ci è dato saperlo. Con Budd, invece, ci viene mostrato tutto ciò che serve per capire il personaggio e apprezzare il suo spessore.

Kill Bill - O-Ren Ishii by Craig DrakeBudd e O Ren Ishii:
O Ren Ishii è un personaggio apparentemente simile a Budd. Ho già accennato alla dimensione tragica di Budd e ciò potrebbe indurre a pensare che O Ren sia simile al nostro, per il fatto che le hanno ammazzato i genitori, che lotta tutta la vita per vendicarsi e per dominare quel mondo, la Yakuza, che le ha tolto una famiglia, finendo poi per crollare inesorabilmente proprio quando è arrivata in cima.
Ma vi è una grossa differenza tra Budd e O Ren.
Quando la sposa arriva nel ristorante giapponese dove O Ren e i suoi la fanno da padroni, la leader della Yakuza tratta la sua ex collega con superiorità, con disprezzo. La sottovaluta di continuo, credendo di poterla fermare semplicemente mandandole contro degli scagnozzi tutto sommato mediocri nell’arte della scherma. Solo alla fine, quando Beatrix l’ha quasi uccisa, O Ren smette di schernirla e realizza quale sarà il suo destino. Morire per mano della sposa, come molti suoi uomini, come tutti i nemici della lista (ad eccezione di Elle, che non si sa se sia morta o meno, ma comunque “le ha prese” dalla Sposa).
Budd, invece, conosce bene il suo destino. E al contrario di quanto sembri, non vi si oppone. Lo sa, lo accetta. Si accontenta di far soffrire quanto più gli riesce la donna che ucciderà lui e suo fratello, gli basta umiliarla, metterla alla prova oltre ogni limite. È nella consapevolezza dell’ineluttabilità del suo destino, che risiede l’essenza tragica di Budd.

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