Camilleri: sì o no?

camilleri
Partiamo dall’essenziale: a me Camilleri piace, sì, ma anche no.
C’è bisogno di spiegare per bene, me ne rendo conto.

Diverse persone che stimo, sia sul piano letterario che umano, non apprezzano Camilleri. E il bello è che quando chiedo il perché, mi rispondono con argomentazioni che non solo trovo rispettabili, ma anche veritiere e condivisibili.
Dicono che sia ripetitivo, a tratti infantile, e che non sia poi questo Maestro del giallo.
Tutto vero, lo penso anche io.
Eppure Camilleri lo leggo, di tanto in tanto, e non resto mai deluso. Anzi, me la spasso.

Il punto è sempre quello: che cosa ti aspetti dal libro che stai per leggere?

Vuoi il grande giallo? Vuoi la trama originale? Vuoi il poliziotto realistico al cento per cento, bello e dannato, con qualche macchia sulla coscienza?
Lascia perdere Montalbano. E pure Camilleri, in generale.

"Montalbano" 2010
E allora, perché mi piace?
Perché ha dei grandi pregi, oltre ai difetti già citati.
Primo su tutti, la capacità di risultare familiare al lettore già dopo poche righe. Mi ci gioco quello che volete (nei limiti dei dieci euro): è questo uno dei punti di forza dell’autore siciliano. Riesce a instaurare un dialogo a quattr’occhi attraverso la parola scritta, e non è un’impresa adatta a tutti.
La lingua è viva, vera, colloquiale. Niente frasi da lettera formale o da “verbale colto”. Né tantomeno ci sono derive professoresche, intellettualoidi. È un narratore che sa di essere tale; che sa essere capace di grande autoironia e modestia, oltre che di una certa vena comica. Non so voi, ma io lo vedo sempre un po’ in punta di piedi, in televisione. Come se si chiedesse di continuo: “ma è questo il posto mio? Non è che mi sto dando troppa importanza?”
E poi, quella voglia di raccontare, quel piacere della scrittura che emerge quasi sempre dalle pagine, quella capacità di affabulare con grande naturalezza. Non so voi, ma io, quando frequento gente allegra che vuole e sa divertirsi, tendo a divertirmi a mia volta. Certo, quando poi mi raccontano la stessa barzelletta quindici volte (o la stessa trama gialla a base di segreti, tradimenti e sesso, magari con un pizzico di mafia) mi viene da sbuffare. Ma basta metterlo in conto.

Camilleri mi piace perché da lui non mi aspetto niente di più di quello che offre. E non è poco, secondo me.
Non è un genio, ma è un artigiano onesto che sa il fatto suo.

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