Recensione: Orecchiette Christmas Stori

Recensione già pubblicata su Stories – Ottopagine, blog non più online.

Trama:
Bari, notte di Natale. Le vicende dei personaggi ruotano intorno alla sala bingo Omero, affollatissima nel giorno del “compleanno di Gesù”. C’è chi ci lavora, chi la frequenta e chi vorrebbe rapinarla. Siamo davanti a un’umanità disperata e folle, che vive alla giornata, alla ricerca di un po’ di piacere, per quanto passeggero, di un po’ di tregua dallo squallore quotidiano. Tra fughe, sveltine con amanti esotiche, motorini truccati lanciati a tutta velocità, coltellate, spazzatura, anguille arrosto e fuochi artificiali, Raffaello Ferrante ci racconta di un 25 dicembre tutt’altro che banale.

Orecchiette cover

Giudizio:
Se dovessi stabilire quali sono gli ingredienti del pulp, includerei nella lista, di sicuro: violenza, sesso, soldi, un alto ritmo narrativo, criminalità micro e/o macro, umorismo “malato”. Se poi si parla di un pulp italiano, non va dimenticata l’importanza del luogo. In questo caso, Bari.
Ecco, “Orecchiette christmas stori” (in seguito OCS) è un pulp in piena regola. Anche se al primo posto, nella lista professoresca di poco fa, dovete mettere il SESSO. Perché è questo il vero motore del romanzo. La “ginnastica amorosa” sembra essere il modo migliore per fuggire dai problemi, per cercare un po’ di sollievo, una tregua da una realtà insoddisfacente e squallida.
I personaggi sono ordinari, nel senso buono del termine: è gente che incontriamo per strada, anche se non parla in barese ma col nostro dialetto (acuta osservazione, mille punti a Grifondoro!). Ne consegue che risultano credibili senza problemi. Sono un pugno di miserabili, di squallidi, senza nessuna traccia di romanticismo o di sogni, per quanto distorti. Forse solo Roberto, laureato in Filosofia e impiegato presso la sala bingo Omero, non si rassegna. Ma non è dato sapere se i suoi siano solo sfoghi o progetti veri e propri, per quanto fumosi.
La trama procede veloce, non ci si annoia. È un romanzo folle e tragicomico. Forse più tragico, che comico. In fin dei conti, OCS è una storia amara, solo raccontata senza patetismi, con uno sguardo lucido e cinico.

Per quanto riguarda i contro: a volte i pensieri e i dialoghi dei personaggi sono in un italiano un po’ troppo pulito (ma a bilanciare ci sono delle battute in barese molto piacevoli). Io non so come parli la gente a Bari, quando usa l’italiano, quindi potrei sbagliare, ma a volte ho avuto l’impressione che l’autore avesse ceduto a un italiano un po’ finto, da film americano. Altro, ultimo svantaggio: ci sono diversi refusi, a qualcuno potrebbero dare fastidio.

In definitiva: OCS non sarà una romanzo straordinario, ma è piacevole e l’ho apprezzato. È l’ideale per chi cerca una lettura veloce (e perché no, anche molto economica, dato che il libro costa sette euro) piena di azione e di situazioni grottesche, senza pippe mentali, patetismi e filosofia spiccia. Un po’ di sano e piacevole intrattenimento made in Bari.

Piccolo extra: qui potrete leggere un racconto dell’autore. Click!

Sito dell’autore: Click!

ferrante_cosentino

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