Acciaroli. 19-25 Luglio 2014. Parte 2.

2014-07-21 19.01.41La chiesa e la torre – Lunedì 21 e Giovedì 24
La chiesa è gialla, ma di una tonalità diversa dal “solito” colore pastello, chiaro e delicato, abbastanza usato ad Acciaroli. Più scura e densa, con una striscia marrone che parte dal suolo e arriva fino a un metro, a occhio. I vetri delle finestre sono stati dipinti e decorati. Gli archi delle stesse e la cima del campanile sono bianchi, mentre il tetto è rossiccio.
Per quanto riguarda la torre, non ho ben capito a cosa serviva, da chi è stata costruita, eccetera…
[Nota aggiunta in seguito: Sul sito del comune di Pollica – di cui Acciaroli è frazione – si legge:
La torre sul porto, oggi di proprietà privata, è una fortificazione di fascino. Si tratta di una torre a base quadrata, costruita in seguito alla progettazione degli Angioini di un complesso sistema difensivo costiero, di importante funzione già a metà del XIII secolo, quando Federico II la fece inserire nel sistema per difesa del litorale dagli attacchi pirateschi.]
Ha la facciata di pietra, come la maggior parte degli edifici qui. Sono pietre locali, oscillanti tra il marrone chiaro, l’ocra, il beige chiarissimo, il bianco, il grigio, il nero, il marrone scuro e il colore della creta.

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Il pontile – Lunedì 21 e Giovedì 24
2014-07-24 09.24.48 2014-07-24 09.26.44Il pontile è stato dipinto con colori pastello: azzurro, rosa, arancione, rosso, giallo, verde… L’azzurro, il giallo e il rosa sono abbastanza usati, ad Acciaroli.
Per arrivare al pontile, partendo dalla chiesa, bisogna percorrere una cinquantina di metri o poco più, superando così la torre. Sulla destra c’è un parcheggio, mentre sulla sinistra ci si trova di fronte a una rampa, che conduce a piccola una serie di gradini.
Adesso siamo sul pontile.
Sarà lungo cinquecento metri. […]2014-07-24 09.36.08
Era una gran bella passeggiata da fare. Specie di sera, nella pace più assoluta. Quest’anno, però, il mio percorso preferito è stato “guastato” dalla presenza di alcuni lavori di restauro. L’acqua di mare corrode la struttura, la priva della vernice e del cemento, fa arrugginire il metallo. Bisogna stare sempre là ad aggiustare.
Ma ne vale la pena.
Il pontile è a due livelli. Uno all’altezza del porto e uno rialzato di tre, quattro metri circa. Quello rialzato è il mio preferito. Ho camminato sul livello superiore finché ho potuto; poi, arrivato alle transenne, sono sceso e ho proseguito sotto gli archi, fino alla statua della Madonna. Si vede anche dal balcone della “mia” stanza, in un angolo sulla sinistra. È bianca, tutta, faccia e mani incluse. Sarà alta cinque metri. O poco più.
Ho fatto molte foto, ma la passeggiata è stata deludente. Me l’hanno “rovinata”.
Sarà per la prossima volta.2014-07-24 09.31.19

Il lungomare – Mercoledì 23
2014-07-24 09.18.26 Partiamo dalla chiesa. Subito dopo la “casa di Dio”, sulla destra, c’è un edificio a due piani. Quello di sopra è rosa, l’altro giallo, di una tonalità diversa dalla chiesa. Sono colori chiari, pastello.
In mezzo alla strada, alla fine dell’edificio, c’è un monumento. In tutto sarà alto due metri. Una colonna con su una croce metallica ormai arrugginita. È stato fatto costruire dalla gente del paese emigrata negli Stati Uniti. Sul lato opposto della strada ci sono diversi locali e negozi.
Il lungomare vero e proprio, però, è sul lato della chiesa.
2014-07-24 09.15.33C’è un marciapiede che costeggia il mare. A separarci dall’acqua ci pensano un muretto e un parapetto di metallo verniciato di nero. Il mare è circa tre metri più sotto. In realtà, sul livello dell’acqua, c’è anche una striscia di cemento, larga due metri abbondanti, a separarci dal mare. Ma bisogna guardare giù per accorgersi di questa striscia. E invece, il nostro sguardo tende a perdersi verso il mare, l’orizzonte. Una volta abbiamo visto Capri, da qui. Era il tramonto, e il sole si era piazzato proprio dietro quell’isola, facendone risaltare il profilo asimmetrico. Ricordo che mi sembrava una scarpa, ma magari mi sbaglio. È passato tanto tempo.
I nostri occhi stanno scivolando leggeri sull’orizzonte. I pensieri corrono veloci, o scompaiono. O forse è la stessa cosa. Non l’ho mai capito. Il risultato è un vuoto profondo, un senso di pienezza e di benedizione. Di autentica serenità. Non faccio fatica a pensare che noi uomini ci saremmo evoluti da creature marine. Mi piace l’idea, mi piace la profondità serena dell’acqua.
Tra il marciapiede e la strada ci sono degli alberi, a intervalli regolari. Non saprei dire di che specie si tratti. Sono alberi dai rami fitti, simili alla tuia o al rosmarino. Più tuia che rosmarino. Ricordo che anni fa avevano appeso su ogni albero una frase di Hemingway.
Era una bella cosa.
Però cazzo quanto spingono su questa storia…2014-07-25 22.37.26
Se pensate che la parola cazzo abbia rovinato qualcosa, si vede che non avete prestato attenzione al ristorante “Mediterraneo”, proprio giù all’angolo. La struttura rompe l’armonia del posto. Dopo circa duecento metri di lungomare in rettilineo, dalla chiesa, ecco spuntare questo rettangolo di cemento e vetro, con la facciata giallo intenso e l’insegna luminosa blu. Il ristorante da fuori non sembra brutto (magari un po’ appariscente) e deve avere una gran bella vista, dall’ultimo piano – è alto come una palazzina da tre o quattro piani. Però che cavolo, in quel posto non dovevano costruire niente.
Passiamo oltre.
Dopo l’angolo, il marciapiede costeggia lo Spiaggione. Qualche hotel si affaccia sul mare. L’acqua, per la bassa profondità del fondale in questo punto preciso, sembra ancora più cristallina e invitante. Sulla spiaggia, diversi ombrelloni in serie si alternano a spazi vuoti. Lidi e spiaggia libera.
A questo punto, però, il “mio” lungomare è finito.2014-07-23 07.56.07

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