Analisi del testo: Il mio amico camorrista.

creative camorra
Il mio amico camorrista.
Il titolo perfetto per una canzone neomelodica.
Alla faccia di chi, come me, per imparare a trovare titoli decenti ha sofferto come un cane. Io non ho mai avuto il blocco dello scrittore, non ho mai avuto la paura della pagina bianca, però cazzo, con i titoli era un macello. E a volte continua ad esserlo.

Prima di parlarvi di questa canzone, però, continuando la gloriosa opera di esegesi neomelodica, grazie alla quale i posteri non rischieranno di perdersi i mirabili gorgheggi di fiancheggiatori della camorra spesso poco intonati, voglio condividere con voi questo articolo.
Il Mattino – Napoli – Cantante neomelodico arrestato.

Come vedete, i neomelodici non corrispondono al classico cliché dell’artista parassita e mantenuto. Non sono Virgilio, il poeta latino che scrisse l’Eneide per compiacere Augusto. Loro non leccano il culo di nessuno camorristi a parte ma al contrario, per vivere d’arte si finanziano lavorando duramente.

Ma passiamo al masteppis di Lisa Castaldi.
Il fatto che chi canta sia una donna, poi, dimostra che il neomelodico è un genere antisessista. No al femminicidio, sì alla camorra. Più o meno.

Scenn a copp
ben vestit
pe me è o megl ca ce sta
pe rispett
o pe paur
fann a gara a saluta’

Scende da sopra
(in italiano è una precisazione inutile, ma la struttura del dialetto è questa)
ben vestito
per me è il migliore che ci sia
per rispetto
o per paura
fanno a gara a salutarlo

Commento: Il camorrista ha classe. Ha i fan. È rispettato e temuto. Insomma, è una via di mezzo tra un calciatore famoso e un politico. È un VIP.

Ten na foll e uagliun
ca na uerr ponn fa
bast sul
ca le ric
ddoje parole
“jat là”

Ha una banda di ragazzi
che possono fare una guerra
basta solo
che (lui) gli dice
due parole
“andate là”

Commento: Non solo calciatore, politico, VIP. Anche generale di un esercito. Deve essere una palla invitare il camorrista alle feste in maschera, si presenterebbe con tutti i costumi addosso. Un po’ egocentrico.

O cunosc a piccerill
simm stat cumpagniell
ma po a vit c’ha criusciut
e c’ha fatt alluntanà

Lo conosco da piccolino
siamo stati amichetti
ma poi la vita ci ha cresciuti
e ci ha fatti allontanare

Commento:  L’eterno tema dell’amicizia. Perché il camorrista è stato un bambino, ha avuto degli amici. È una persona normale. Solo che è stato sfortunato, perché è entrato nella camorra. Non di sua spontanea volontà eh, non per i soldi, per il potere, per prevaricare, per sentirsi migliore degli altri. No. Per sfortuna.

RIT.

Il mio amico camorrista
n’omm chin e qualità
ca paur e co curagg
a braccett se ne va

Il mio amico camorrista
un uomo pieno di qualità
con la paura e con il coraggio
se ne va a braccetto

Commento: Insomma, questo tizio ha tutto. È pieno di qualità (quali non è dato sapere…  forse ha “tra tutte le virtù la più indecente” come cantava De André) e va a braccetto con paura e coraggio. Ha uno spessore tragico. Aggiungiamo anche attore/autore teatrale al curriculum. Di questo passo dovranno assumerlo per forza.

Il mio amico camorrista

rischia ‘a vit e ‘a libertà
ma pa gent e miez a via
‘n ata legge nun ce sta

Il mio amico camorrista
rischia la vita e la libertà
ma per la gente di strada
un’altra legge non c’è

Commento: Il camorrista è un martire. Ora vi spiego come è avvenuta la sua affiliazione. In pratica, in certe realtà la figura del camorrista è paragonabile al portiere nelle partite di calcetto. Tanto pallosa per chi la ricopre, quanto utile per gli altri. Nessuno vuole andare in porta perché tutti vogliono correre e segnare e alzarsi la maglietta in faccia come i loro idoli strapagati. Allora, con l’istinto di un branco di lupi, gli altri circondano il bonaccione di turno e lo convincono ad andare in porta.
Ecco, stessa cosa. Nel quartiere dicono: “la giustizia in mano alle guardie?! (forze dell’ordine in generale) Nooo, sai che palle. Quelli manco li sparano, agli scassacazzi. Ci serve un camorrista, forza.”
Inizia il fuggi fuggi, una marea di scuse si levano nell’aire come note di una sola sinfonia vigliacca. E alla fine “amico camorrista”, bonaccione come è, accetta.

E nun po’ campa’ nu figlie
quann cresce l’assumiglia
pecché sape ca sta vita
sul guai te po’ purtà

E non può crescere un figlio
(perchè sa che) quando cresce gli assomiglia
perché sa che questa vita
solo guai ti può portare

Commento: Questo suo ruolo di portiere, di supereroe giustiziere fascio all’americana, lo limita un bel po’. Poverino. La condanna a essere martiri è ineluttabile, come insegna la tragedia.

Ma il mio amico camorrista
a ret nun po’ chiù turnà

Ma il mio amico camorrista
indietro non può più tornare

Commento: Non può collaborare con la giustizia, non può rifarsi una vita. Il Destino è infame. Quasi quanto le guardie.

FINE RIT.

E vo ben
a brava gent
a nisciun e fa tucca’
nun fa abus
nun minacc
cu chi stent p campa’

E vuole bene
alla brava gente
da nessuno li fa toccare
non fa abusi
non minaccia
chi ha difficoltà a tirare avanti

Commento: Aggiungiamo un’altra voce al curriculum: il camorrista è un filantropo. Mica va a minacciare chi non ha soldi. E non perché è disperato e potrebbe denunciarti. Non perché non c’è polpa da spremere. No. Per filantropia.

Si n’amic
va in disgrazia
nun o sap abbanduna’
nun le fa manca’ mai niente
ma chi sbaglia
adda pava’

Se un amico
va in disgrazia
non è capace di abbandonarlo
non gli fa mancare mai niente
ma chi sbaglia
deve pagare

Commento: Filantropo, sì, ma pur sempre giustiziere. La vocazione quella è. Il dovere è quello. Amen.

RIT. 2

A parol camurrist
fa paur
fa tremmà
ma pe chi l’ha cunusciut
nun e sap giudica’

La parola camorrista
fa paura
fa tremare
ma chi l’ha conosciuti
non li sa giudicare

Commento:
Andate oltre le apparenze. E smettetela di giudicare. Miliardi di post su Facebook anti-giudizi non vi hanno insegnato niente?

Una piccola nota sulla trascrizione del dialetto: trascrivere il napoletano è difficile. L’ho fatto un po’ alla buona, mi perdonerete…

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