Una posizione scomoda – Francesco Muzzopappa (Recensione)

posizione scomoda

Trama (dal sito dell’editore):
Fabio è un giovane sceneggiatore di talento diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un ragazzo destinato a grandi cose, una promessa del cinema italiano. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, purtroppo l’unico modo che ha per sbarcare il lunario è scrivere copioni per il cinema a luci rosse, tacendo il suo lavoro ai genitori e agli amici che lo immaginano autore di teatro. Così, invece di veder realizzato Il Cielo di piombo, un’opera che nasconde da anni nel cassetto, a Fabio tocca scrivere sceneggiature come I ragazzi del culetto, A volte ritrombano e L’importanza di chiavarsi Ernesto, quest’ultimo candidato al Festival del Porno di Cannes dove Fabio sarà in lizza per il famoso Zizi d’or. Ma lì avrà inizio il disastro…

Giudizio:
“Una posizione scomoda” è un romanzo che ti prende subito, ti invoglia alla lettura grazie a uno stile scorrevole e pulito e a un gran quantità di battute e ironia. Parte molto bene, questo libro. Il presupposto, poi, è interessante, l’idea è sfiziosa. Viene voglia di sapere come l’ha sviluppata, Muzzopappa.
Procedendo con la lettura, però, si fanno sentire diverse lacune, che tradiscono un po’ di inesperienza da parte dell’autore.

La prima: il romanzo è troppo sbilanciato verso la comicità.
Mi spiego. Non essendo ancora sotto il dominio della Suprema Dittatura Globale, ogni autore è libero di scegliere di scrivere un testo comico, una commedia. Considerando poi che il genere mi piace molto, si capisce che il problema non è legato alla scelta in sé, ma alla sua efficacia.
La commedia all’italiana – tanto per fare un paragone che sarebbe piaciuto molto a Fabio, il protagonista del romanzo – era grande anche perché sapeva miscelare nelle giuste dosi commedia pura e dramma, divertimento e realismo, leggerezza e spessore. Qui, invece, la vicenda umana di Fabio non riesce a dare il giusto spessore al libro, non riesce a fornire un’ossatura seria e solida per reggere il gran numero di battute e di pagine frizzanti (anche se alla lunga ripetitive).
Da un confronto con l’autore (che, devo dire, è una persona molto gentile e umile) è emerso che Muzzopappa non era proprio interessato a unire un po’ di dramma alla storia. Una scelta legittima, ma che non mi ha convinto.

Seconda lacuna: poca trama e ridondanza.
Sono problemi minori rispetto al precedente, ma si fanno comunque sentire. La trama è poca, in rapporto al numero di pagine. Considerando che queste sono 200 circa, forse l’idea base non era adatta a un romanzo ma a un racconto. O forse andava sviluppata meglio. La ridondanza, a ben vedere, nasce da questo: dove non c’è la trama, si ripetono le stesse cose. Battute simili, tante (troppe?) trame parodistiche dei porno scritti da Fabio, una comicità legata al sesso che alla lunga diventa ripetitiva e stancante. Anche il finale non mi ha soddisfatto. È sì costruito durante tutta la storia, ma non è quello che mi aspettavo, non mi ha dato ciò che volevo.

Come ho già detto, lo stile è buono, l’ironia c’è, per ridere si ride, specie all’inizio. I personaggi sono buoni.
La mia non è una stroncatura totale, anzi, trovo che sia un romanzo riuscito a metà, che del buono ci sia eccome.
Muzzopappa ha il suo perché, come autore. Ma secondo me alcune sue scelte lo rendono un po’ di nicchia.

Lo consiglio?
Solo agli amanti di un certo tipo di libri.
A chi ama il nonsense, per esempio. A chi è disposto a leggere una commedia quasi del tutto priva di dramma, di serietà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...