In fondo al pozzo

pozzo
Vi siete mai chiesti perché le storie che parlano di crimine e criminali ci piacciono così tanto?

E se poi estendiamo il discorso alla violenza, alla corruzione, al potere esercitato con l’uso della forza, anche quando queste cose non sono illegali, vediamo che non solo polizieschi & compagnia, ma anche il fantasy, la fantascienza e tanti altri generi sono impastati con questi ingredienti.
Ma forse non tutti sono d’accordo. Qualcuno potrebbe pensare che non è vero, che le storie più seguite sono altre.
È meglio aggiungere dei dati a questo discorso.

Stando a questo articolo le 10 serie tv più scaricate nel 2013 sono:
1 Game of Thrones
2 Breaking Bad
3 The Walking Dead
4 The Big Bang Theory
5 Dexter
6 How I met your mother
7 Suits
8 Homeland
9 Vikings
10 Arrow

Ovvio ma vero: è chiaro che è il COME si racconta che fa la differenza ed è altrettanto chiaro che si possono fare pessime serie con questi stessi ingredienti. Fermo restando ciò, andiamo a vedere quali elementi ci sono alla base di queste serie.
Premessa: non le ho viste tutte, quindi in alcuni casi ho ottenuto le informazioni su Internet.

Game of Thrones: Lotte per il potere, incesto, violenza, complotti.
Breaking Bad: Traffico di droga, violenza, omicidi, crimine
The Walking Dead: Zombie, violenza
The Big Bang Theory: Nerd, scienza, rapporto uomini-donne.
Dexter: Serial Killer, violenza, omicidi, corruzione, malvagità.

Insomma, fermandoci alle prime 5, bisogna scendere alla quarta posizione per trovare una serie non violenta. Il podio ne è pieno. Le altre 5, poi, includono una serie sui Vichinghi, un legal drama (Suits), un supereroe (Arrow), una commedia (How I met your mother) e una spy story (Homeland).
Insomma, ce ne sono 2 totalmente prive di violenza su 10.

Ora, torniamo al discorso.
Vi siete mai chiesti il perché di tutto questo?
Io sì. E mi sono dato una risposta.
Leggere/vedere/giocare un certo tipo di storie ci permette di guardare giù nel pozzo.
Prendete dei bambini, metteteli in un posto dove c’è un pozzo e state a guardare cosa succede.
I bambini andranno a guardare, incuriositi e allo stesso tempo spaventati. È nella nostra natura. Siamo curiosi.
E la cosa più bella e suggestiva è che se si guarda in fondo al pozzo, a meno che questo non sia asciutto, sulla superficie dell’acqua si vede il nostro riflesso. Tremolante, alterato, ma sempre il nostro riflesso è.

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A noi piace vivere, tramite le storie, quelle esistenze che non abbiamo voluto/potuto intraprendere, per ovvi motivi. Tutti hanno delle pulsioni violente, ma la stragrande maggioranza si trattiene per paura del carcere. E allora ecco che entra in gioco la storia violenta, ecco che ci ritroviamo a immedesimarci con personaggi/persone che, nella vita reale, disprezziamo con tutte le nostre forze, che vorremmo vedere in carcere o sotto terra.
Perché ne abbiamo PAURA.

Attraverso le storie conosciamo altri aspetti di noi, ed esploriamo più a fondo anche la parte emersa del nostro iceberg, non solo quella sommersa. Entriamo in contatto con gli angoli più bui delle nostre viscere, e osserviamo rapiti cieli, mari e foreste incantevoli.
Non è un caso se i grandi pensatori dell’antichità, maestri insuperati, spiegavano concetti elevati tramite le storie.

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