Recensione: Hello ladies

Articolo già pubblicato su Stories – Ottopagine, blog non più online.

Trama:
Los Angeles, giorni nostri. Locali cool, VIP, modelle, attrici, Hollywood. La bella vita. Eppure anche la città degli angeli non è immune agli sfigati. Tant’è che i personaggi di questo show sono tutti dei “perdenti”.
Il protagonista è Stuart Pritchard (Stephen Merchant, che tra l’altro è anche ideatore e co-sceneggiatore della serie), un inglese trapiantato negli USA che si occupa di web design. Vuole conquistare una modella per prendersi una rivincita sulla sua triste vita sentimentale. In particolare, è ossessionato da una bionda che ha visto su un cartellone, e farà di tutto per sedurla.
Poi c’è il dipendente, Rory (Kyle Mooney), un nerd di quelli forti, convinto che Stuart sia uno capace in fatto di donne (il che la dice lunga sulla sua perspicacia).
Infine, in casa di Stuart abita anche Jessica Vanderhoff (Christine Woods), un’attrice (o aspirante tale) che ha superato i trenta ma non riesce a decollare.
A completare il tutto ci sono Wade Bailey, amico di Stuart in crisi per la fine del suo matrimonio, e il suo collega, Kives (Kevin Weisman), un paralitico che sa come godersi la vita e ha un certo successo con le donne.
Insomma, un bel gruppo di sfigati nella città più VIP del mondo.
Partendo da un presupposto del genere, il divertimento è assicurato.

Hello-LadiesGiudizio:
Ho visto questa serie su consiglio di Amleto de Silva, blogger e scrittore satirico. Ne parlava con molto entusiasmo su Spoiler (link: click!).
Dopo essermi sciroppato le 4 ore complessive non posso fare a meno di unirmi al suo consiglio. Vedetela.
Per prima cosa, dato che si tratta di 8 episodi della durata di mezz’ora, inclusa sigla e titoli di coda, anche se avete poco tempo potete vederla senza problemi.
Poi, si ride parecchio. E dico ridere, non sorridere. C’è una scena nel secondo episodio che mi ha fatto scompisciare, tanto per dirne una.
Infine, la qualità è molto alta sotto tutti i punti di vista, non c’è una sola cosa che non convince, e la serie ha il grandissimo pregio di essere divertente ma non cretina, leggera ma anche profonda. Prima accennavo al fatto che un gruppo di sfigati a Los Angeles, anzi, a Hollywood, è un ottimo presupposto per ridere. Adesso aggiungo che è anche un gran bel modo per mostrare il rovescio della medaglia, per parlare del mondo competitivo e parecchio triste, tutto sommato, degli aspiranti VIP.
Si ride tanto, ma poi si riflette. E scusate se è poco.
Insomma, una signora Commedia.
Consigliatissima.

 

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