Monica Bartolini – Intervista

AT: Ciao Monica, benvenuta sul mio blog.scheda-delle-Geometrie

MB: Grazie a te, Aniello, per avermi invitata! Sono felice inoltre che tu abbia apprezzato il romanzo, perché volevo ripagarti con una lettura piacevole per la gentilezza che hai dimostrato nei miei confronti a Più Libri Più Liberi, quando mi hai aspettata per farti firmare la copia delle Geometrie. Un vero gentiluomo!

AT: Modestamente… 😛

Partiamo da lontano: a che età hai iniziato a scrivere sul serio?

MB: Professionalmente solo da sei anni e dopo mille ripensamenti. Già, perché un conto è scrivere per sé, per dar voce ai propri pensieri o per puro diletto, un conto è mettersi a nudo davanti ad un pubblico. Non sai mai quanto di te possa essere rimasto impigliato tra un capoverso e un’interlinea. Al di là del mio carattere espansivo e gioioso, infatti, sono molto schiva e gelosa della mia interiorità.

AT: Autori preferiti? Influenze stilistiche?

MB: Ho iniziato a leggere rubando a mio padre i libri di Forsyth e Follett. Poi quando scoppiò il fenomeno Turow  ero in prima fila al botteghino per assistere alla proiezione della trasposizione di “Presunto innocente”, una delle poche volte in cui il film ha reso giustizia al libro. In seguito divenni divoratrice dei libri di Grisham, passando per il maestoso “Il nome della rosa” di Eco, approdando all’opera omnia di Connelly e al Pamuk di “Il mio nome è Rosso” e finendo con amare visceralmente Edgar Allan Poe e Giorgio Scerbanenco. Influenze? Credevo di non esserne rimasta contagiata, invece, la mia produzione si è diretta come un razzo verso il giallo classico e si è avvicinata (o almeno me lo auguro!) alle atmosfere di  Simenon, della Christie e di Ellery Queen. È che il dettaglio mi intriga, il particolare mi rimane impresso, le menti criminali mi affascinano e il rovello…mi arrovella!

AT: Come procedi con la scrittura? Crei una scaletta dettagliata o segui l’istinto, per poi riscrivere in seguito le parti che non funzionano della prima stesura?

MB: La scaletta non la trascrivo mai, perché da appena balena l’idea a quando non ho messo tutti i tasselli idealmente a posto, quasi non riesco a scrivere. E’ come se le mani sulla tastiera non camminassero se prima non ho deciso bene dove dovranno giungere. Il giallo logico-deduttivo è un grande puzzle e finché non intravedo tutta l’immagine in maniera chiara dinnanzi a me non inizio a descriverla.

 AT: Adesso concentriamoci su “Le geometrie dell’animo omicida”. La prima domanda che sorge spontanea è: perché l’astronomia? Credi che gli astri abbiano un’influenza così forte su di noi?

le geometrie dell'animo omicidaMB: Studio l’astrologia da quasi trent’anni oramai e ne sono fermamente convinta. Mi sono potuta permettere il lusso di tirare in ballo una disciplina così controversa in un giallo molto tecnico, perché posso affermare di avere alle spalle un buon bagaglio di conoscenze in questo campo. Il lettore si accorge se lo scrittore bara sulle proprie com- petenze.


AT: Sei romana da undici genera- zioni, parole tue. E allora perché hai ambientato un romanzo in Sicilia?

MB: La Sicilia mi ha chiamata, se così si può affermare, per bocca di un suo grandissimo figlio. Una frase di Sciascia mi rapì, dando vita all’idea del pianerottolo su cui si svolge la maggior parte dell’azione di Interno 8, il primo romanzo con Piscopo protagonista.

AT: Altra domanda geografica: Piscopo è napoletano. Come mai questa scelta? Lo so, noi campani siamo simpaticissimi, abbiamo una marcia in più U.U, ma devi dircelo a parole tue. Sai com’è, non sta bene farsi i complimenti da soli.

MB: Anche lui, in effetti, non è Romano ma il motivo risiede nel fatto che noi Romani siamo molto caustici, mentre a me serviva un personaggio che sdrammatizzasse con più morbidezza gli eventi tristi dei quali è testimone. E’ verissimo che i Campani sono molto simpatici e questa particolarità l’ho tratta dalla mia amatissima zia di Pimonte che si chiamava Gargiulo, proprio come la moglie di Piscopo, guarda tu… E poi mia madre è una Rondinella. Una goccia di napoletanità quindi ce l’ho anch’io nelle vene da parte di mammà!

AT: Ah ecco! Ora si spiega il tutto 😛
Il giallo (di un altro autore/autrice, ovviamente) che avresti voluto scrivere.

MB: Permettimi un distinguo un po’ pedante ma necessario. Per l’intreccio, “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie; per l’atmosfera, “La Camera azzurra” di George Simenon.

AT: Quello che non hai mai sopportato.

MB: Posso dirlo? Lo dico? Sono intollerante a Sherlock Holmes!

AT: Uno scoop che farebbe gola al tuo Sansò!
Che ci dici riguardo l’editing del romanzo? E della tua esperienza con Scrittura & Scritture?

MB: L’editing è stata un’esperienza particolarmente arricchente, benché faticosa. Le mie Editrici sono (giustamente!) precise ed esigenti e ciò mi ha spronato a limare sempre di più il lessico al punto che sono stati ridotti drasticamente tutti i termini ripetitivi, cacofonici e obsoleti. Credo che il nostro impegno sia stato però già ampiamente premiato da tutti coloro che, affrontando il testo, hanno dichiarato di apprezzarlo anche perché scorrevole. Scrittura & Scritture è una casa per noi autori, più che una casa editrice! La condivisione è totale e il tifo è solidale. Davvero una bella esperienza.

AT: Progetti per il futuro? Piscopo ritornerà?

MB: Per quanto mi riguarda non se n’è mai andato! Si sta aggirando furtivamente nei meandri oscuri della mia scatola cranica, cercando di mettere a posto i tasselli del prossimo puzzle, che è quasi completo. Ma il mio essere vulcanica mi porta anche a proseguire nelle ricerche per un giallo storico, ambientato nella Roma di fine Ottocento e che riguarderà anche vicende reali della mia famiglia. Visto? Roma è sempre nel mio cuore!

AT: In bocca al lupo per tutto, alla prossima!

MB: Grazie mille dell’ospitalità e delle simpaticissime domande! A presto!


Monica Bartolini e Aniello Troiano

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