A priori.

Sono libero di scrivere questo post perché, fino a oggi, non sono ancora riuscito a pubblicare un romanzo. Ma non disperate, groupies, ci rifaremo.
Questo è un post che non avrebbe senso di esistere se certa gente spingesse l’interruttore del cervello su ON. Troverete al suo interno dei ragionamenti elementari. Ma purtroppo tutt’altro che superflui.

Dicevo, sono libero di farlo perché se un qualunque autore con almeno una pubblicazione all’attivo facesse un discorso simile, gli direbbero: “Eh, la fai facile tu, che ce l’hai fatta – non si sa come – a pubblicare. Porti l’acqua al tuo mulino.” Magari roba meno gentile di “porti l’acqua al tuo mulino”, ecco.
Ora, il ragionamento alla base di questi grillini del libro, è il seguente: io scrivo, voglio pubblicare ma non mi pubblicano. Dov’è il problema? Non in me, ovvio. Io non sbaglio mai. Non resta che dare la colpa all’editoria. Quindi, l’editoria fa schifo.
Che l’editoria possa fare schifo sotto certi aspetti ci sta anche. Però una cosa va detta. Possibile mai che Mr.Arrabbiato non abbia MAI e dico MAI apprezzato un libro pubblicato da una casa editrice? Possibile che non abbia idoli? Possibile che sia – per fare un esempio – un amante dell’horror e disprezzi King, Lovecraft e tutti i grandi del genere?
In buona parte dei casi, Mr.Arrabbiato apprezza diversi autori, che spesso scimmiotta.
A questo punto, facendo un ragionamento very basic, viene da chiedersi: se tu dici che l’editoria fa schifo in tronco, e i tuoi autori preferiti sono pubblicati dall’editoria classica, c’è o non c’è una contraddizione grossa nel tuo ragionamento?
Sarà che non sei ancora (o forse non lo sarai mai) all’altezza della pubblicazione?
Sarà che criticare (in senso distruttivo) è facilissimo?

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2 thoughts on “A priori.

  1. Purtroppo per tutti noi (il menestrello ci si mette) scrittori senza pubblicazioni all’attivo è più difficile, da qui il ragionamento non del tutto errato di Mr.Arrabbiato. Se vogliamo è paragonabile alla favola della volpe e l’uva…

    L’editoria fa schifo perché mette davanti a tutto il profitto, spesso non tenta neanche con gli esordienti perché è un terno al lotto e soprattutto non spende soldi per un editing di qualcosa che forse non gli farà guadagnare un centesimo. In tutto questo c’è anche chi critica il lavoro di Mr.Arrabbiato.
    Rovescio della medaglia. Le case editrici si impegnano facendo tutto un lavoro che l’autore da solo non riuscirebbe a fare, ci mettono la professionalità del settore che Mr.Arrabbiato non potrebbe vantare neanche in 10 anni di lavoro, seleziona puntigliosamente autori degni di andare avanti, filtrando gli incapaci, quindi l’editoria è il primo e unico filtro (oltre al pubblico) per giudicare un autore capace.

    Se Mr.Arrabbiato non arriva a capire che il 95+% degli autori di libri pubblicati (nel mondo non solo in Italia) rimane nel sommerso, che per campare c’è da fare un altro lavoro o comunque non si diventa milionari e famosi, allora Mr.Arrabbiato all’uva non ci arriverà mai…

    Se invece Mr.Arrabbiato è pronto a confrontarsi con la chimera dell’editore e sa ammettere i propri sbagli, se accetta l’idea che il suo lavoro deve essere rimaneggiato e continua a lavorare per migliorarsi e migliorare ciò che scrive, se sopo tutto questo crede ancora che l’editoria fa schifo, allora l’uva è veramente acerba…

    …dal canto suo il menestrello non si cura dell’uva 🙂

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