La stretta del lupo – Francesca Battistella (Recensione)

La stretta del lupo-Francesca BattistellaLago d’Orta. L’estate è arrivata e i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono alle porte. La vita procede come sempre, per Teresa e il suo variegato “clan” di amici e parenti (su tutti spicca Alfredo, suo fratello). Ma si sa, il clima del lago è instabile. E infatti, una grossa nuvola nera si abbatte sulla combriccola: un assassino seriale ha ripreso a uccidere sulle sponde del lago. Stavolta, la vittima è una giovane ragazza, stordita, accoltellata e infine seviziata in modo orribile. A indagare sarà chiamata Costanza Ravizza, profiler nonché amica di Eugenia, la volubile e irrispettosa figlia di Teresa.

In questo romanzo, Francesca Battistella dà vita a una serie di personaggi gustosamente provinciali, nel bene e nel male. Le piccole invidie, i tanti pettegolezzi, l’attenzione per i soldi; ma anche una certa tolleranza dei vizi altrui e quell’amicizia di fondo che lega gli abitanti dei piccoli centri. Particolarmente simpatico risulta Alfredo Filangieri, fratello di Teresa mezzo inglese e mezzo napoletano, uomo amante della quiete, dotato di una certa vena filosofica e di un particolare talento. Il domestico egiziano Moussa, poi, risulta felicemente privo di facili stereotipi, mentre la piccola Letizia incarna alla perfezione l’intelligenza viva e la “cazzimma” – in senso positivo – dei bambini d’oggi.

Lo stile è piacevole, spesso ironico, leggero. Battistella, ben attenta a non prendersi troppo sul serio, si diverte parecchio. Gioca con i dialetti, con i dialoghi, con i piccoli vizi e le stravaganze dei suoi personaggi. C’è un ché di camilleriano, in quest’autrice, che ho apprezzato parecchio.

Ma non ci sono solo punti a favore.
La trama gialla, a volte, rallenta un po’ troppo. La tensione del romanzo ne risulta intaccata, seppur non in modo eccessivo. E’ come se la pista procedesse a spezzoni, alternati ad altri in cui l’autrice si dedica completamente ai suoi personaggi. “La stretta del lupo” non è il tipo di giallo che si legge avidamente per scoprire chi è l’assassino. E’ un giallo che si legge alla svelta per sorridere ancora dei personaggi, per assistere un altro po’ alle loro vicende tragicomiche (più comiche che tragiche).
Di per sé non è un male, né un difetto compromettente. Ma gli amanti della trama serrata potrebbero rimanere un po’ delusi da questa “invasione di campo” da parte dei personaggi.

In sintesi: una lettura divertente, ironica, sorniona. Consigliata, senz’altro.

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