Francesca Battistella – Intervista

imagesAT: Ciao Francesca, benvenuta sul mio blog. E’ la prima intervista che faccio qui, in genere me ne occupo solo per Fralerighe. Sentiti onorata, su!

FB: Ciao Aniello! Che dire? Doppio WOW!!

AT: Sei pronta per l’intervista?

FB: Direi di sì.

AT: 1) Com’è nata l’idea per questo romanzo?

FB:  Un po’ come nascono tutte le mie storie. Difficoltà di addormentarmi la sera che genera pensieri che si trasformano in storie. Visto che non c’è più nessuno che mi racconta favole cullandomi nel sonno ci penso da sola, e così è nato La stretta del lupo. All’inizio la vicenda era un pochino differente. Pensa che ti ripensa l’ho adattata al lago d’Orta e ho dato corpo e voce ai personaggi.

AT: 2) Alfredo Filangieri è proprio un bel tipo. E’ inventato di sana pianta o basato su persone esistenti?

FB: Inventato di sana pianta come tutti i miei personaggi. Naturalmente per crearli attingo dalla realtà: tic, manie, modi di fare, fraseggio di quanti mi circondano. Anche persone che osservo in luoghi pubblici, magari in una stazione ferroviaria o in un aeroporto. In Alfredo, lo confesso, c’è anche tanto che mi appartiene. Il nostro amico è, per certi versi, un mio simpatico alter ego.

AT: 3) E degli altri personaggi che mi dici?

FB: Direi come sopra. Non vorrei mai offendere qualcuno o farmelo nemico, a che pro? Sono dei Golem, fatti di pezzi raccolti qua e là. Un’operazione a volte difficile, ma spesso tanto divertente!

AT: 4) Il tuo romanzo presenta una certa componente satirica: ci racconti un aneddoto in tema legato al Lago d’Orta e alla sua gente?

FB: Un aneddoto specifico non saprei, ma qui siamo parecchio festaioli, soprattutto d’estate. Dunque descrivere una cena come quella organizzata da Niki non è complicato inclusi i piccoli incidenti, i battibecchi, i capannelli che si formano per commentare questo o quell’evento, il gruppetto che non fa altro che discutere di politica infervorandosi, l’altro che spettegola a tutto spiano, i professionisti del buffet che dicono ‘buonasera’ e si buttano sul cibo. Cose così….

AT: 5) E un aneddoto divertente legato al romanzo?

FB: La rappresentazione legata ai 150 anni dell’Unità d’Italia a cui prendono parte Alfredo, Maria Teresa e la nipotina Letizia. E’ davvero successo quello che racconto. Un nostro amico che è arrivato a cavallo al galoppo fingendo di portare notizie da Milano…che spavento! Chi se lo aspettava? E il povero cavallo che non voleva entrare nel portone della casa dei Carbonari. Poi il percorso attraverso le stradine buie del paese e finalmente l’arrivo nella casa del rifugiato politico che ci minacciava con la pistola. Molto divertente, ma mia nipote voleva solo andare a casa…

AT: 6) Com’è stato accolto questo giallo dai tuoi nuovi concittadini?

FB: Con grande entusiasmo e partecipazione. La prima presentazione è stata fatta a novembre 2012 qui ad Ameno, nel bellissimo palazzo del ‘600 che ospita il Comune. Sala gremita nonostante un terribile temporale e tanto, tantissimo affetto. Ottime recensioni e buone vendite del libro, il che non guasta direi!

AT: 7) L’esperienza con Scrittura & Scritture. Che ci dici al riguardo?

FB: Solo il meglio. In Chantal ed Eliana Corrado ho trovato due persone intelligenti, disponibili, attente e anche severe. Tra noi c’è un fitto e costante dialogo, la certezza di essere seguiti e accompagnati lungo tutto il percorso di stesura, pubblicazione e diffusione del proprio libro, la sensazione di essere unici. Non è così naturalmente, ma è così che fanno sentire i loro autori. Una dote rara e speciale.

AT: 8) Sempre per Scrittura & Scritture hai pubblicato “Re di bastoni, in piedi”. Com’è andata?

FB: Molto bene direi. E’ il libro con cui mi hanno conosciuta prima che io conoscessi loro, una storia buffa ma troppo lunga da raccontare in questa sede. Basti dire che mi hanno dato la loro fiducia mostrando di apprezzare il mio lavoro. Una sensazione bellissima. Ci abbiamo lavorato su un bel po’ e i risultati si sono visti inclusa la partecipazione al Torino Film Festival dopo una dura selezione che ci ha viste competere con grossi nomi e grandi case editrici. A prescindere dalla fine dell’avventura (stupida e brutta per tutti i prescelti, ahimè) è stata una grande soddisfazione.

AT: 9) L’aspetto della scrittura che più ti piace? E quello che non sopporti?

FB: Lo scrivere in sé, il raccontare. E poi rileggere, cambiare, migliorare, sentire che non ci sono note stonate in quello che ho messo giù. Il negativo? Quando scrivo fumo come una turca! Pessima abitudine!

AT: 10) L’aspetto dell’essere una scrittrice (o, se vogliamo fare i modesti, dello scrivere) che più ti piace? E quello che non sopporti?

FB: Avere dei lettori. Inutile negarlo: si scrive per essere letti e, possibilmente, apprezzati. La gioia di incontrare persone mai viste prima che hanno divorato il tuo libro, si sono divertite, ne vogliono parlare con te. Cosa chiedere di più? Il negativo? Forse quando hai una sfilza di presentazioni e corri di qua e di là come una gallina senza testa…..ma lamentarsi sarebbe sciocco, no?!

11) C’è un ché di camilleriano ne “la stretta del lupo”. Che ne pensi di Camilleri? Ritieni che sia effettivamente una tua influenza?

FB: Adoro Camilleri e ti ringrazio di quello che dici perché lo sento come un vero, importante complimento. Certo, anche lui mi ha influenzata.

12) Altre influenze?

FB: A questa domanda rispondo sempre Simenon, ma non quello di Maigret, bensì il Simenon dei romanzi con la sua immensa capacità di descrivere un personaggio con pochi, rapidi colpi di pennello (o di penna, se preferisci). Il suo non esagerare con avverbi e aggettivi, il suo lavorare per sottrazione e non per accumulo. Mi piacerebbe possedere il dono di una scrittura pulita, nitida, netta. Giuro che mi sto impegnando e sono convinta che per raccontare non servono paroloni e frasi complesse e vagamente astruse. Si può raggiungere profondità descrittiva con la pura semplicità nel rispetto di chi legge. E mi auguro di avere sempre un pubblico vasto e variegato.

13) Leggo che hai fatto l’attrice di cinema e teatro d’avanguardia. Che ci dici al riguardo?

FB: Vita vissuta e passata ormai da tanti anni. Ma quanto mi sono divertita e quanto mi è servito, se vogliamo, per il mio scrivere attuale.

14) Hai recitato, hai insegnato, viaggi, balli hip hop, leggi, scrivi. Ogni tanto dormi? O ti ricarichi ballando?

FB: Ma va là che dormo, eccome se dormo….quando mi addormento s’intende. Non riuscirei a concepire la mia vita senza tante cose da fare. La vita stessa deve essere un bel viaggio pieno di incontri e attività degne di essere vissute. E guai a togliermi l’hip hop! Finché le gambe mi reggono non penso proprio che smetterò, mi diverto troppo ed è una sfida ogni anno più dura perché i livelli di difficoltà aumentano. E poi il saggio finale, in teatro, con tanto pubblico che ti incita e applaude, ma scherziamo?! Troppo forte!

La stretta del lupo-Francesca Battistella  AT: L’intervista è finita. Puoi approfittarne per parlare di un aspetto a piacere dei tuoi libri non trattato nell’intervista o
per dire qualsiasi cosa che non mi porti a essere denunciato per averti dato spazio sul blog. Ciao!  

FB: Grazie infinite Aniello e direi che non abbiamo parlato del faticoso, duro e impegnativo lavoro di editing di un       testo una volta che il libro è finito. Anche per questo devo ringraziare le sorelle Corrado, attentissime a ogni  det-
taglio e sfumatura. Questa, per noi autori, è forse la parte più difficile del lavoro, il momento dell’esame e delle
critiche, dei tagli che non vorresti fare, degli errori che pensavi di aver evitato. Un momento da accettare con
grande umiltà ricordando che, sebbene sia stata la nostra fantasia a creare il libro, non siamo perfetti e che se
domani qualcuno lo leggerà sarà perché due giovani signore hanno investito tempo, denaro e fiducia in noi.

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