Narrativa VS Televisione

Oggi ripensavo a una questione che, spesso e volentieri, mi ritorna in mente.
Ovvero: perchè si legge poco in Italia? E soprattutto: perchè, se la gente è annoiata dalla tv, la principale attrazione nel campo dell’intrattenimento resta quella maledetta scatola farcita di porcherie?
Credo che si legga poco, in Italia, perchè la televisione ha soppiantato il libro (e anche il cinema).
E la televisione viene vista principalmente per inerzia, abitudine, compagnia. Un intrattenimento che non richiede sforzi, passivo.
Eppure per quanto la televisione sia dominante nel campo dell’intrattenimento, resta un insoddisfazione di fondo nel grande pubblico, mai del tutto appagato dalle volgarità e dal “varietà” monotono, perdonate il gioco di parole.
Ed è qui che dovrebbe porsi l’alternativa libro. È qui che dovrebbe infilarsi con prepotenza il libro e dire:

Ehi! C’è di meglio di quella merda. Posso parlarti in modo interessante di roba interessante che in tv non mandano. Scegli me!

Parlando della “fiction narrativa verosimile”, che è il mio maxi-genere, credo che l’obiettivo per gli scrittori del genere, grandi, medi, piccoli o minuscoli (come me) che siano, debba essere quello di proporre, appunto, roba che la tv esclude dai suoi schemi, con uno stile non uguale alla tv, per carità, ma adatto a sostenerne il confronto. Impatto, scorrevolezza, freschezza.
Se la narrativa riuscisse a rispondere all’intrattenimento passivo e mediocre della tv con un buon intrattenimento partecipativo, credo che la lettura riprenderebbe una certa diffusione.
Ma in Italia non vedo scrittori che si preoccupano di cose simili.
Vedo personaggi televisivi che si “riciclano” come scrittori, vedo scrittori che hanno un vissuto interessante e che parlano (in modo molto interessante) delle loro vite, vedo scrittori pratici di un genere che scrivono bene la solita roba, vedo scrittori che scrivono quelle tre stronzate messe in croce che alcune persone vogliono leggere. Ma scrittori che provano a creare un’alternativa proprio non ne vedo, di Italiani.
All’estero vedo Palahniuk, Welsh, includendo i morti Bukowski, gente che in Italia si vende come il pane. E ci credo.
Non so. Magari qualcuno italiano c’è. Qualche mosca bianca, ma troppo pochi per parlare di movimento narrativo alternativo alla televisione, che è quello che mi auguro accada da tempo.
Un autore che ha saputo scrivere un bel romanzo che rientra al 100% in questa mia idea di narrativa alternativa alla tv è Ginaluca Morozzi, che con il suo BLACKOUT non solo ha dimostrato di avere uno stile scorrevole e capace di invogliare alla lettura come pochi in Italia, non solo ha scritto un romanzo per diversi versi “di genere” (noir/thriller) fatto coi controcoglioni, ma è riuscito anche a fare una critica acuta e spietata alla televisione, finendo tra l’altro, ironia della sorte, per essere osannato in una trasmissione televisiva. Devo leggere meglio Ammaniti, di cui ho letto solo “Io non ho paura”, traendone una certa soddisfazione. E poi dovrei leggere Aldo Nove, che sembra interessante. Ma resterebbero comunque due, tre, cinque, massimo dieci nomi in un mare di autobiografie inutili e romanzi tirati su a forza di clichè e banalità ben confezionate.

Annunci

4 thoughts on “Narrativa VS Televisione

  1. La tv non appaga proprio perché è passiva. Non puoi scegliere, se non facendo il solito monotono zapping. E anche così trovi solo trasmissioni riciclate e che si somigliano tutte. Pertanto penso che la vera alternativa alla tv sia il web, non il libro. Sul web, se ti viene voglia di approfondire un argomento, digiti su google, vai su youtube e passi il pomeriggio a vedere documenti filmati, a leggere opinioni e magari a divertirti se vuoi farti quattro risate. O puoi vederti un documentario intero o un film se ti vien voglia. E come la tv non richiede sforzi. In più è “multimediale”. Il libro è diverso. E’ un mezzo a sé, unico e insostituibile e richiede l’impegno di leggerlo. E’ un atto privato, devi dedicargli tempo e avere solo voglia di leggere. Non schiacci alcun pulsante, non ti distrai. E’ una cosa a sé. Solo a chi piace leggere, chi conosce il fascino segreto dei libri, della fantasia, come ti coinvolgono e ti rapiscono, cosa ti lasciano dentro, legge libri. Non è cosa per l’italiano medio attuale.

  2. Certo, questa è la situazione attuale. Io infatti parlo di un’ alternativa DA CREARE, di cui vedo alcuni piccoli ma significanti episodi in pochi autori italiani, e in diversi stranieri.
    Il libro non sostituirà mai il web, come è giusto che sia, ma potrebbe puntare a ben altra diffusione e a un pubblico ben più ampio di quelli di cui gode ora, se solo riuscisse a porsi in modi differenti. Il problema principale è questa eredità tutta italiana della cultura e della letteratura in chiave elitaria. Studiando letteratura italiana all’università ti dico che ogni volta che i professori fanno un paragone con le altre nazioni, è palese la differente visione della letteratura. All’estero, specie nei paesi anglofoni, è qualcosa di molto più popolare. Qui era ed è tuttora vista come qualcosa di palloso per gente pallosa.

    Questo nuovo filone di narrativa sarebbe una svolta storica nella letteratura italiana. Senza esagerazioni.
    E’ per questo che mi auguro che si venga a creare in modo sempre più massiccio. Ed è per questo che cerco di dare il mio – seppur minuscolo e per ora inutile- contributo a questo filone in fase embrionale con quello che scrivo. 😉

  3. La televisione è di gran lunga meno impegnativa di un libro. Per questo viene preferita alle pagine.

    Altro fatto da non sottovalutare, è la questione generazionale: la fascia “nata” con la televisione si rifà ad essa più che a un libro (non a caso, pare che i cosiddetti “anziani” leggano più dei “giovani” e degli adulti). Quello che possiamo fare noi è riportare l’interesse delle nuove generazioni (parlo ora da mamma di una mente fresca) in carreggiata, mostrandogli quanto si può essere appagati dalla lettura di un libro, anche di media qualità, invece che ridurre la propria attenzione alla televisione.

    Dico di istruire le nuove menti, perché rieducare menti già decise è nel 90% dei casi impossibile.

  4. Ciao Erika, grazie della visita e del commento 🙂
    Sì, viene scelta per pigrizia, e sì, è difficile far cambiare modo di pensare a una mente già formata. Bisogna puntare sulla gente che è stufa della tv, che vorrebbe qualcosa di più autentico. i giovani, per lo più. Rispondendo alla loro (nostra) voglia di altro con una narrativa fresca, dinamica, appassionante. Qualcosa di molto meno piatto della televisione.
    😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...